un mondo fatto di divertimento

Archivi mensili per ottobre, 2016

LA SERVA STOLTA

her-first-place-george-dunlop-leslie Viveva un tempo, sotto la volta celeste che sovrasta questo mondo, una contadina estremamente sciocca. Un bel giorno il suo babbo le disse:

- Senti, Domenica, ho da darti una brutta notizia. Ho trovato lavoro all’estero e mi vedo costretto a piantarti. Mi raggiungerai quando ti manderò a chiamare, il che sia presto, molto presto.

Ella si dimostrò tutt’altro che sgomenta.

- Benissimo, Babbo! E’ una cosa che mi fa piacere. Però non devi darti tanto pensiero per me. Penserò io a tutto!

- O bella! – esclamò il genitore, vedendola uscire a passo lesto n strada. Le andò dietro incuriosito e rimase con un bel palmo di naso: quella scioccherella era andata nel podere e si era messa dentro un fosso badando  a coprirsi i piedi con le zolle.

- Ma sei impazzita sul serio? Perché fatto questo? Che cosa vuol dire?

- Per risparmiarti la fatica di piantarmi, volevo piantarmi da me.

- Poveretto me! – esclamò il babbo. – Che devo fare di una figliola come questa? – E, rivolto a un vicino: – Le avevo detto sono costretto a piantarla, perché ho trovato un po’ di lavoro fuori di qui, e ha capito che la volessi piantare come si piantano i cavoli e le zucche! Ho ragione o no di disperarmi così? Il vicino guardò la ragazza e , vedendola così giovane e robusta, disse:

- Sentite, compare: perché non l’affidate a me? Ho bisogno di una serva per la mia casa. Penserò io a farle mettere giudizio.

- Volentieri! Con tutto il cuore!

L’affare fu concluso in quattro e quattr’ otto, e Menica, fatto un fagottino delle sue cose più necessarie, entrò al servizio del vicino. La mattina dopo, il padrone le fece vedere tutte le stanze e le disse che desiderava vederle lucide come gli specchi.

- Mi hai capito bene, nevvero? Soprattutto il pavimento, che va pulito con la cera.

- Non dubitate. Farò il possibile per accontentarvi.

Non appena il padrone fu uscito, Domenica scese dal droghiere, PROSEGUI LA LETTURA »

PER UN PUNTO MARTIN PERSE LA CAPPA

ORIGINE DELLA LOCUZIONE

Secondo la tradizione, che risale al XVI secolo, Martino era abate del monastero di Asello. Volendo abbellire la sua abbazia, decise di apporre sul portale principale un cartello di benvenuto che recitasse:

Porta patens esto. Nulli claudatur honesto, cioè “La porta resti aperta. Non sia chiusa a nessun uomo onesto”

Il messaggio esprimeva generosità e carità davvero cristiane. L’artigiano incaricato del lavoro (o, in altre versioni, forse lo stesso abate), però, complice probabilmente la stanchezza o la distrazione, sbagliò la posizione del punto e scrisse: Porta patens esto nulli. Claudatur honesto, cioè “La porta non resti aperta per nessuno. Sia chiusa all’(uomo) onesto”. I guai che tale errore procurò a Martino non si limitarono alla figuraccia. La notizia di un messaggio così contrario alla caritas christiana, infatti, raggiunse le alte sfere ecclesiastiche (e forse lo stesso Pontefice), le quali decretarono l’immediata sollevazione dell’abate, PROSEGUI LA LETTURA »