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FILO’ di Milena Speri

Intanto che aspettiamo l’uscita del libro “FILO’ ” di Milena Speri, diamo uno sguardo per capire quanto le fiabe siano antiche secondo Sara Graça da Silva (folklorista della New University of Lisbon) e Jamshid Tehrani (antropologo della Durham University).

Questa coppia di ricercatori, hanno condotto un’analisi filogenetica sulle fiabe più diffuse in tutto il mondo ed è giunta alla conclusione che esse potrebbero essere molto più antiche di quanto ritenuto finora. Descrivono come hanno svolto la loro ricerca linguistica e le motivazioni che li hanno portati a credere che almeno una fiaba, tra quelle analizzate, possa avere avuto origine nell’Età del Bronzo.

Questo loro studio, è stato pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science

Una delle Fiabe, da loro prese in considerazione di studio, troviamo anche “LA BELLA E LA BESTIA” la quale la ritroveremo in versione più veritiera nel libro FILO’ di Milena Speri.

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Articolo: Le fiabe sono molto popolari in tutto il mondo, alcune sono talmente conosciute che hanno avuto nel tempo numerose varianti. Come, ad esempio, La Bella e la Bestia, che è stata raccontata e tramandata in più versioni attraverso tutti i continenti.
I linguisti e gli antropologi moderni hanno collocato l’origine della maggior parte delle fiabe in un tempo di poco anteriore a quello in cui sono state scritte e, per questo, avrebbero un’età di alcune centinaia di anni, risalendo al massimo al sedicesimo o diciassettesimo secolo. 

Ma, secondo questa nuova ricerca, le fiabe sarebbero molto più antiche, alcune potrebbero avere addirittura migliaia di anni.

Per formulare questa ipotesi, i due scienziati hanno fatto uso di una tecnica d’indagine normalmente utilizzata negli studi di biologia: hanno cioè elaborato alberi filogenetici per ricostruire il percorso storico degli attributi linguistici. Sono partiti dall’analisi di 275 fiabe radicate nei racconti di magia e hanno poi ristretto l’ambito di ricerca a 76 storie di base. Gli alberi filogenetici sono stati costruiti sulla base delle lingue indoeuropee, alcune delle quali si sono estinte. Seguendo questo metodo, i due ricercatori hanno trovato prove del fatto che alcune fiabe, come la nota Jack e la pianta di fagioli (Jack and the Beanstalk), possono essere derivate da altre storie risalenti al tempo in cui le lingue indoeuropee occidentali e orientali si sono sviluppate, all’incirca 5000 anni fa.
E sarebbero quindi più antiche della stessa Bibbia o dei miti greci.

“Occorre sottolineare il fatto che questi antichi racconti sono sopravvissuti per un tempo lunghissimo, nonostante non siano stati scritti. Sono stati narrati ben prima dell’avvento delle lingue moderne, come il Francese, l’Inglese o l’Italiano. Probabilmente sono stati tramandati in una lingua indoeuropea che si è poi estinta.”

Alcuni alberi filogenetici apparivano più chiari e di più facile lettura rispetto ad altri.
Tra le fiabe che sono emerse ce n’è una in particolare, dal titolo Il fabbro e il diavolo (The blacksmith and the devil), che avrebbe avuto origine nell’Età del Bronzo, circa 6000 anni fa.

Questa storia racconta di un patto tra un fabbropost4feb2016_2 e il diavolo; in cambio di alcuni

poteri soprannaturali, come la capacità di fondere qualsiasi tipo di materiale, il fabbro offrì la propria anima al demonio. Alla fine, il fabbro userà questi poteri per saldare il maligno a un oggetto inamovibile, come un albero, sottraendosi quindi all’accordo siglato. Secondo i ricercatori, questo schema narrativo si ripete in tutte le aree linguistiche indoeuropee, dall’India alla Scandinavia, dove presumibilmente esisteva già la metallurgia e dove, in particolare nelle steppe a nord del Mar Nero, si sarebbero verificati importanti spostamenti di popolazioni nomadi.

Altri studiosi, tuttavia, esprimono dubbi su questa nuova teoria, come il folklorista John Lindow della University of California, Berkeley, che, in un articolo su Science News, afferma che il vocabolario delle lingue Proto-Indoeuropee contenga pochi termini relativi alla lavorazione dei metalli e che la parola Smith (Fabbro) sia del tutto inesistente.

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Wilhelm Grimm che, assieme al fratello Jacob, pubblicò numerose fiabe nel 1812, era convinto che le fiabe (comprese quelle classiche come Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Hansel e Gretel, Biancaneve) fossero molto più antiche di quanto creduto e che potessero avere diverse migliaia di anni. La datazione dei fratelli Grimm non fu presa in considerazione, ma la nuova ricerca di Sara Graça da Silva e Jamshid Tehran potrebbe riaprire il dibattito tra gli scienziati e portare a una nuova, più affascinante collocazione dell’origine delle fiabe.

Articolo originale: “Comparative phylogenetic analyses uncover the ancient roots of Indo-European folktales”, Royal Society Open Science, Published 14 January 2016. DOI: 10.1098/rsos.150645.

L’espansione e la diffusione delle antiche popolazioni ha lasciato segni duraturi nelle tradizioni culturali dei loro discendenti, così come nelle loro abitudini e linguaggi. L’universo della narrazione folklorica internazionale è stato da sempre considerato un contesto ricco di materiale per esplorare in profondità questi antichi legami. La ricerca scientifica, in questo ambito culturale, si è spesso scontrata con difficoltà derivanti dalla mancanza di fonti storiche e ha dovuto fare i conti con le nuove tendenze degli ultimi tempi.
Questo studio ha il pregio di introdurre nuovi metodi d’indagine che si basano su analisi filogenetiche comparative, per analizzare le relazioni tra i racconti popolari,  la storia delle popolazioni e le migrazioni nelle società di cultura indoeuropea.

“Non inventiamo nuova cultura con il passare delle generazioni. Ereditiamo buona parte della nostra cultura.”

Più in generale, il tipo di storie raccontate nelle società ancestrali può fornire elementi utili per una maggiore comprensione di quelle lontane culture, dando vita a nuove prospettive di ricostruzione linguistica, genetica e archeologica della preistoria umana.

 

Fonte: Nazareno Storani

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